Il provvedimento è disponibile nelle seguenti lingue:

ACTA BENEDICTI PP. XVI

CONVENTIO 

Inter Sanctam Sedem et Rempublicam Guineae Aequatorialis de Relationibus inter Catholicam Ecclesiam et Statum.

ACCORDO TRA LA SANTA SEDE E LA REPUBBLICA DI GUINEA EQUATORIALE SULLE RELAZIONI TRA LA CHIESA CATTOLICA E LO STATO

PREAMBOLO

La Santa Sede e la Repubblica di Guinea Equatoriale, desiderando fissare il quadro giuridico delle relazioni fra la Chiesa cattolica e lo Stato equatoguineano, - con riferimento, per quest’ultimo, alla Legge Fondamentale e al diritto ecclesiastico dello Stato equatoguineano che regolano la dimensione sociale del fattore religioso in accordo con i principi della libertà religiosa, della laicità dello Stato, dell’uguaglianza di tutte le confessioni davanti alla Legge e della cooperazione fra lo Stato e le confessioni religiose, in conformità con l’articolo 13, lettera f) della Legge Fondamentale della Guinea Equatoriale; e, per la Santa Sede, ai documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II e alle norme del Diritto Canonico;
- avendo presente che la Santa Sede e la Repubblica di Guinea Equatoriale intrattengono relazioni diplomatiche già da molti anni;
- considerando il ruolo importante che la Chiesa cattolica svolge nella vita del Paese, al servizio dello sviluppo umano, sociale, culturale e spirituale del popolo equatoguineano;
- coscienti del profondo radicamento della Chiesa cattolica nella società equatoguineana;
- guidate dai valori e dai principi comuni del diritto internazionale sulla libertà religiosa;
di comune accordo stabiliscono quanto segue:

Articolo 1

La Santa Sede e la Repubblica di Guinea Equatoriale riaffermano che lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, sovrani, indipendenti e autonomi, e dichiarano di impegnarsi a rispettare questo principio nelle loro relazioni, e di agire congiuntamente a favore del progresso spirituale e materiale delle persone, così come della promozione del bene comune.

Articolo 2

La Repubblica di Guinea Equatoriale garantisce alla Chiesa cattolica piena libertà per esercitare la propria missione di evangelizzazione e di santificazione e per compiere la propria azione pastorale, educativa e caritativa. In particolare, la Chiesa cattolica ha la libertà di organizzarsi conformemente all’ordinamento canonico, entro la propria competenza, tanto per l’esercizio pubblico del culto e del suo ministero spirituale, quanto per la sua giurisdizione in materia ecclesiastica. 

Articolo 3

1. La Repubblica di Guinea Equatoriale riconosce la personalità giuridica di carattere pubblico che la Chiesa cattolica possiede per sua propria natura.
2. La Repubblica di Guinea Equatoriale riconosce anche la personalità giuridica delle istituzioni della Chiesa cattolica che posseggono tale condizione secondo il Diritto Canonico e sono rette dalle loro regole proprie.
3. La Repubblica di Guinea Equatoriale riconosce, in particolare, la personalità giuridica sia della Conferenza Episcopale della Guinea Equatoriale e di tutte le circoscrizioni ecclesiastiche, la cui lista indicativa si trova nel Protocollo Addizionale del presente Accordo, sia degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica. (Vedere il Protocollo Addizionale)

Articolo 4

1. Compete esclusivamente alla Autorità ecclesiastica stabilire liberamente le norme nell’ambito che le è proprio, così come erigere, modificare o sopprimere le istituzioni ecclesiastiche, incluse le circoscrizioni ecclesiastiche, e qualunque altra persona giuridica ecclesiastica.
2. Quando la Santa Sede erige, modifica o sopprime le circoscrizioni ecclesiastiche, informa immediatamente le Autorità equatoguineane per eventuali effetti di registro. (Vedere il Protocollo Addizionale)

Articolo 5

La Repubblica di Guinea Equatoriale garantisce alla Chiesa cattolica, tanto ai suoi fedeli quanto ai responsabili e ai membri delle sue istituzioni, la libertà di comunicare e di mantenere relazioni con la Santa Sede, con le Conferenze Episcopali di altri Paesi, così come con le Chiese particolari, gli organismi e le persone dentro o fuori del Paese.

Articolo 6

1. Nel quadro della legislazione statale, la Chiesa cattolica ha il diritto di costruire chiese ed edifici ecclesiastici, e di ampliare e modificare la loro configurazione. Quest’ultimo aspetto si estende anche a tutte le chiese ed edifici ecclesiastici già esistenti.
2. Solo il Vescovo diocesano, o la persona a lui equiparata, può decidere, conformemente alle norme canoniche, riguardo all’opportunità di costruire nuove chiese o nuovi edifici ecclesiastici su un terreno acquisito nel quadro della legislazione statale in vigore. In questo caso, il Vescovo diocesano, o la persona a lui equiparata, informerà le Autorità statali competenti.
3. Il Governo e le Autorità ecclesiastiche potranno dichiarare, di comune accordo, il carattere di monumento storico di determinati edifici religiosi appartenenti alla Chiesa cattolica.

Articolo 7

1. La Repubblica di Guinea Equatoriale, nel quadro della sua legislazione, assicura l’inviolabilità dei luoghi di culto: chiese, cappelle e annessi.
2. Tali luoghi di culto non possono essere destinati ad altri usi, in modo né permanente né temporaneo, salvo per gravi motivi, e sempre con l’accordo esplicito del Vescovo diocesano o della persona a lui equiparata.
3. Nel caso che questi luoghi di culto presentino rischi comprovati e gravi per la sicurezza delle istituzioni, delle persone o dei beni, l’Autorità statale, dopo aver costatato il ritardo o l’insufficienza dell’intervento al riguardo da parte della persona responsabile del luogo, può sussidiariamente prendere tutte le misure di protezione, con l’obbligo di avvertire, il prima possibile, il Vescovo diocesano o la persona a lui equiparata.

Articolo 8

1. Tutte le nomine ecclesiastiche, così come l’attribuzione degli uffici ecclesiastici, sono riservate esclusivamente alla Chiesa cattolica, conformemente alle norme del Diritto Canonico.
2. La nomina, il trasferimento, la rimozione e l’accettazione della rinuncia dei Vescovi o delle persone ad essi equiparati nel Diritto Canonico spettano esclusivamente alla Santa Sede.
3. Prima della pubblicazione della nomina di un Vescovo diocesano, la Santa Sede comunicherà confidenzialmente al Governo della Guinea Equatoriale il nome dell’eletto.

Articolo 9

1. Per qualsiasi denuncia, indagine o azione processuale nei confronti di un chierico o di un membro di un Istituto di Vita Consacrata o di una Società di Vita Apostolica, salvo in caso di flagrante delitto, le Autorità giudiziali comunicheranno previamente e confidenzialmente al Vescovo del domicilio della persona interessata i motivi di tali azioni. Se si trattasse di un membro di un Istituto di Vita Consacrata o di una Società di Vita Apostolica, deve essere avvertito parimenti il suo Superiore diretto.
2. Nel caso che un Vescovo, o un sacerdote che esercita una giurisdizione assimilata, si trovi implicato nel supposto del numero precedente, la Santa Sede sarà informata immediatamente.
3. Il segreto della confessione è assoluto e, perciò, inviolabile. Non si permetterà mai di interrogare un sacerdote su questa materia. Tale inviolabilità si estende al segreto professionale ecclesiastico, così come agli archivi sottoposti alla giurisdizione ecclesiastica.

Articolo 10

1. Le persone giuridiche ecclesiastiche posseggono piena capacità di acquisire, possedere, disporre e alienare liberamente beni mobili o immobili. L’esercizio di tali diritti patrimoniali si intenderà sottoposto all’ordinamento canonico nel rispetto della legislazione statale.
2. Le medesime persone giuridiche ecclesiastiche possono istituire fondazioni, le cui attività rimangono sottoposte alla legislazione della Guinea Equatoriale quanto ai loro effetti civili.

Articolo 11

1. Si garantisce alla Chiesa cattolica la libertà di editare, pubblicare, divulgare e vendere libri, giornali, riviste, materiale audiovisivo e telematico e, in generale, la libertà di organizzare ogni tipo di attività informativa o di diffusione legata alla sua propria missione spirituale e pastorale, nel rispetto dell’ordine pubblico e della dignità e libertà di tutti i cittadini.
2. La Repubblica di Guinea Equatoriale garantisce alla Chiesa cattolica il diritto di istituire e amministrare direttamente le sue proprie emittenti radiofoniche e televisive, ai sensi della legislazione vigente.
3. Allo stesso modo, lo Stato equatoguineano garantisce alla Chiesa cattolica l’accesso ai mezzi pubblici di comunicazione sociale (giornali, radio, televisione e mezzi telematici).

Articolo 12

Lo Stato riconosce pieni effetti civili al matrimonio celebrato in conformità con le norme del Codice di Diritto Canonico. Per l’effettività di tale riconoscimento, l’Autorità ecclesiastica competente trasmetterà copia autentica dell’atto di matrimonio al funzionario competente dello Stato, il quale dovrà trascrivere il matrimonio nel Registro civile.

Articolo 13

La Repubblica di Guinea Equatoriale riconosce e protegge il diritto dei fedeli cattolici ad associarsi secondo le norme del Diritto Canonico per le attività specifiche della missione della Chiesa. Le attività di queste associazioni, per ciò che concerne gli aspetti civili, rimangono sottoposte alla legislazione della Guinea Equatoriale. Tali associazioni, in ragione del loro carattere di interesse generale, possono beneficiare, per certi aspetti dei loro statuti e della loro capacità giuridica, di disposizioni particolari, previste da intese tra la Pubblica Amministrazione dello Stato e la Conferenza Episcopale, la quale agirà con l’approvazione della Santa Sede.

Articolo 14

1. La Repubblica di Guinea Equatoriale garantisce alla Chiesa cattolica il diritto di creare istituzioni educative di qualsiasi ordine e grado, e di amministrarle in conformità alla normativa canonica e statale. Questa può essere completata da un’apposita intesa tra la Pubblica Amministrazione dello Stato e la Conferenza Episcopale, la quale agirà con l’approvazione della Santa Sede.
Ugualmente, lo Stato equatoguineano garantisce alla Chiesa cattolica il diritto di realizzare la propria missione spirituale nelle istituzioni educative pubbliche.
2. In relazione all’enunciato degli articoli 2 e 3, numero 2, le Autorità equatoguineane rispetteranno lo statuto particolare degli Istituti di Scienze Ecclesiastiche e dei Seminari e di altre case religiose di formazione, che sono retti dalle loro proprie regole in conformità con il Diritto Canonico. I titoli di studio, rilasciati dagli Istituti di Scienze Ecclesiastiche riconosciuti dalla Santa Sede, saranno convalidati dal Governo.

Articolo 15

1. La Repubblica di Guinea Equatoriale garantisce alla Chiesa cattolica il diritto di esercitare la propria missione pastorale con riferimento ai fedeli appartenenti alle forze armate e ai corpi di sicurezza, così come a coloro che risiedono in strutture penitenziarie e ospedaliere, o in altre istituzioni di assistenza medica e sociale, di natura sia pubblica che privata.
2. L’assistenza pastorale, esercitata nelle istituzioni pubbliche menzionate nel numero 1, sarà oggetto di intese specifiche fra la Pubblica Amministrazione dello Stato e la Conferenza Episcopale, la quale agirà con l’approvazione della Santa Sede.

Articolo 16

1. In relazione all’enunciato dell’articolo 2, la Chiesa cattolica può creare liberamente istituzioni per sviluppare attività di beneficenza e di assistenza sociale legate alla sua missione spirituale. A tal fine, agirà nel quadro della legislazione statale, tuttavia lo statuto di dette istituzioni sarà anche oggetto di un accordo particolare tra la Pubblica Amministrazione dello Stato e la Conferenza Episcopale, la quale agirà con l’approvazione della Santa Sede. Tale accordo si dovrà basare sul principio di equivalenza in relazione alle prerogative, riconosciute ad altre istituzioni che operano in questo ambito.
2. Le Autorità della Repubblica di Guinea Equatoriale e la Conferenza Episcopale della Guinea Equatoriale valuteranno annualmente le necessità delle istituzioni della Chiesa cattolica nell’ambito della sanità, dell’educazione e dell’assistenza sociale, in vista delle sovvenzioni statali.

Articolo 17

1. La Santa Sede e la Repubblica di Guinea Equatoriale si accordano di risolvere per via diplomatica tutte le difficoltà che potrebbero sorgere nell’interpretazione e nell’applicazione delle disposizioni contenute nel presente Accordo.

2. In caso di divergenza su materie di interesse comune, che richiedano soluzioni nuove o supplementari, le difficoltà dovranno essere studiate da una Commissione Mista creata ad hoc e che sottoporrà le sue proposte all’approvazione delle rispettive autorità.

Articolo 18

1. Il presente Accordo sarà ratificato secondo i procedimenti previsti dalle norme costituzionali proprie delle Alte Parti Contraenti ed entrerà in vigore a partire dallo scambio degli strumenti di ratifica.
2. Nel caso in cui una delle Alte Parti Contraenti consideri che gli elementi connessi con la conclusione del presente Accordo abbiano subito cambiamenti, che rendano necessarie determinate modifiche, si deciderà immediatamente di aprire i negoziati. (Vedere il Protocollo Addizionale)

Articolo 19

Il presente Accordo viene firmato in doppio esemplare e nelle lingue italiana e spagnola, i cui testi sono ugualmente autentici e fanno entrambi fede.
Firmato a Mongomo il 13 ottobre 2012

 

Per la Santa Sede
Piero Pioppo

Per la Repubblica di Guinea Equatoriale
Agapito Mba Mokuy

 

PROTOCOLLO ADDIZIONALE

Per ciò che concerne l'articolo 3, numeri 2 e 3: Le Parti concordano che le istituzioni, menzionate nel numero 2 dell'articolo 3, potranno essere titolari di diritti e doveri analoghi a quelli di cui beneficiano le istituzioni riconosciute nel Diritto equatoguineano.

Le circoscrizioni ecclesiastiche menzionate nel numero 3 dell'articolo 3 sono: le province ecclesiastiche, le arcidiocesi, le diocesi, le prelature territoriali o personali, le giurisdizioni rituali o militare, i vicariati e le prefetture apostoliche, le amministrazioni apostoliche e le missioni sui iuris, così come le parrocchie. La Santa Sede conserva la possibilità di creare circoscrizioni ecclesiastiche per rispondere a nuove necessità pastorali o di altro tipo.

Per ciò che concerne l'articolo 4:

Quando un'istituzione ecclesiastica viene soppressa, la Santa Sede decide riguardo alla destinazione dei beni patrimoniali di detta persona giuridica.

Per ciò che concerne l'articolo 18:

Entro un anno a partire dallo scambio degli strumenti di ratifica, le Alte Parti Contraenti adotteranno tutte le misure necessarie che possano aiutare e facilitare l'effettiva efficacia del presente Accordo (consultando l'altra Parte e d'accordo con essa, se è il caso).

Conventione inter Sanctam Sedem et Rem Publicam Guineae Æquinoctialis a Benedicto XVI rata habita, die XXV mensis Octobris anno MMXIII ratihabitionis instrumenta accepta et reddita mutuo fuerunt in Civitate Vaticana; a quo die Conventio vigere coepit ad normam articuli XVIII eiusdem Pactionis.

 

 

 

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ACTA BENEDICTI PP. XVI

CONVENTIO 

Inter Sanctam Sedem et Rempublicam Guineae Aequatorialis de Relationibus inter Catholicam Ecclesiam et Statum.

ACUERDO ENTRE LA REPÚBLICA DE GUINEA ECUATORIAL Y LA SANTA SEDE SOBRE LAS RELACIONES ENTRE LA IGLESIA CATÓLICA Y EL ESTADO

 PREÁMBULO

La República de Guinea Ecuatorial y la Santa Sede, deseando fijar el marco jurídico de las relaciones entre la Iglesia Católica y el Estado Ecuatoguineano,
- en referencia, para este último, a la Ley Fundamental y al derecho eclesiástico del Estado Ecuatoguineano que regulan la dimensión social del factor religioso de acuerdo con los principios de libertad religiosa, laicidad del Estado, igualdad de todas las confesiones ante la Ley y cooperación entre el Estado y las confesiones religiosas, en conformidad con el artículo 13, inciso f) de la Ley Fundamental de Guinea Ecuatorial; y, para la Santa Sede, a los documentos del Concilio Ecuménico Vaticano II y a las normas del Derecho Canónico;
- teniendo en cuenta que la República de Guinea Ecuatorial y la Santa Sede mantienen relaciones diplomáticas desde hace muchos años;
- considerando el papel importante que la Iglesia Católica desempeña en la vida del País, al servicio del desarrollo humano, social, cultural y espiritual del pueblo ecuatoguineano;
- conscientes del profundo arraigo de la Iglesia Católica en la sociedad ecuatoguineana;
- guiadas por los valores y los principios comunes del derecho internacional sobre la libertad religiosa;
de común acuerdo establecen lo que sigue:

Artículo 1
La República de Guinea Ecuatorial y la Santa Sede reafirman que el Estado y la Iglesia Católica son, cada uno en su orden, soberanos, independientes y autónomos, y declaran comprometerse a respetar este principio en sus relaciones, y actuar conjuntamente en favor del progreso espiritual y material de las personas, así como de la promoción del bien común. 

Artículo 2
La República de Guinea Ecuatorial garantiza a la Iglesia Católica plena libertad para ejercer su misión de evangelización y de santificación y para llevar a cabo su actividad pastoral, educativa y caritativa. La Iglesia Católica tiene en particular la libertad de organizarse conforme al ordenamiento canónico, dentro de su competencia, tanto para el ejercicio público del culto y de su ministerio espiritual, como para su jurisdicción en materia eclesiástica. 

Artículo 3
1. La República de Guinea Ecuatorial reconoce la personalidad jurídica de carácter público que la Iglesia Católica posee por su propia naturaleza.
2. La República de Guinea Ecuatorial reconoce también la personalidad jurídica de las instituciones de la Iglesia Católica que poseen esta condición según el Derecho Canónico y que se rigen por sus reglas propias.
3. La República de Guinea Ecuatorial reconoce en particular la personalidad jurídica de la Conferencia Episcopal de Guinea Ecuatorial y de todas las circunscripciones eclesiásticas cuya lista indicativa se encuentra en el Protocolo Adicional de este acuerdo, así como de los Institutos de Vida Consagrada y de las Sociedades de Vida Apostólica.
(Ver Protocolo Adicional)

Artículo 4
1. Compete exclusivamente a la Autoridad eclesiástica fijar libremente las normas en el ámbito que le es propio, así como erigir, modificar o suprimir las instituciones eclesiásticas, incluidas las circunscripciones eclesiásticas, y cualquier otra persona jurídica eclesiástica.
2. Cuando la Santa Sede erige, modifica o suprime las circunscripciones eclesiásticas, informa inmediatamente a las Autoridades Ecuatoguineanas, para eventuales efectos de registro.
(Ver Protocolo Adicional)

Artículo 5
La República de Guinea Ecuatorial garantiza a la Iglesia Catolica, tanto a sus fieles como a los responsables y a los miembros de sus instituciones, la libertad de comunicarse y de mantener relaciones con la Santa Sede, con las Conferencias Episcopales de otros Países, así como con las Iglesias particulares, organismos y personas dentro o fuera del País.

Artículo 6
1. En el marco de la legislación estatal, la Iglesia Católica tiene el derecho a construir iglesias y edificios eclesiásticos, y a ampliar y modificar su configuración. Este último aspecto se extiende también a todas las iglesias y edificios eclesiásticos ya existentes.
2. Solo el Obispo diocesano, o la persona a él equiparada, puede decidir, conforme a las normas canónicas, sobre la oportunidad de construir nuevas iglesias o nuevos edificios eclesiásticos sobre un terreno adquirido en el marco de la legislación estatal en vigor. En este caso, el Obispo diocesano, o la persona a él equiparada, informará a las Autoridades Estatales competentes.
3. El Gobierno y las Autoridades eclesiásticas podrán declarar, de común acuerdo, el carácter de monumento histórico de ciertos edificios religiosos pertenecientes a la Iglesia Católica. 

Artículo 7
1. La República de Guinea Ecuatorial, en el marco de su legislación, asegura la inviolabilidad de los lugares de culto: iglesias, capillas y anexos.
2. Estos lugares de culto no pueden ser destinados a otros usos, ni de manera permanente ni temporal, salvo por motivos graves, y siempre con el acuerdo explícito del Obispo diocesano o de la persona a él equiparada.
3. En caso de que estos lugares de culto presenten riesgos comprobados y graves para la seguridad de las instituciones, las personas o los bienes, la Autoridad Estatal, después de haber constatado el retardo o la insuficiencia de la actuación al respecto de la persona responsable del lugar, puede subsidiariamente tomar todas las medidas de protección, con la obligación de advertir, lo antes posible, al Obispo diocesano o a la persona a él equiparada. 

Artículo 8
1. Todos los nombramientos eclesiásticos, así como la atribución de los oficios eclesiásticos, están reservados exclusivamente a la Iglesia Católica, de conformidad con las normas del Derecho Canónico.
2. El nombramiento, el traslado, la remoción y la aceptación de la renuncia de los Obispos o de las personas a ellos equiparadas en el Derecho Canónico pertenecen exclusivamente a la Santa Sede.
3. Antes de la publicación del nombramiento de un Obispo diocesano, la Santa Sede comunicará confidencialmente el nombre del elegido al Gobierno de Guinea Ecuatorial. 

Artículo 9
1. En toda denuncia, informe o persecución de un clérigo o de un miembro de un Instituto de Vida Consagrada o de una Sociedad de Vida Apostólica, salvo en caso de flagrante delito, las Autoridades Judiciales comunicarán previa y confidencialmente al Obispo del domicilio de la persona interesada los motivos de estas actuaciones. Si se tratara de un miembro de un Instituto de Vida Consagrada o de una Sociedad de Vida Apostólica debe ser advertido igualmente su Superior directo.
2. En el caso de que un Obispo, o un sacerdote que ejerza una jurisdicción asimilada, se viera implicado en el supuesto del número anterior, la Santa Sede será inmediatamente informada.
3. El secreto de la confesión es absoluto y, por ello, inviolable. No se permitirá jamás interrogar a un sacerdote en esta materia. Esta inviolabilidad se extiende al secreto profesional eclesiástico, así como a los archivos bajo jurisdicción eclesiástica. 

Artículo 10
1. Las personas jurídicas eclesiásticas tienen plena capacidad de adquirir, poseer, disponer y enajenar libremente bienes muebles o inmuebles. El ejercicio de tales derechos patrimoniales se entenderá sometido al ordenamiento canónico en el respeto de la legislación estatal.
2. Estas mismas personas jurídicas eclesiásticas pueden establecer fundaciones, cuyas actividades, en cuanto a sus efectos civiles, quedan sometidas a la legislación de Guinea Ecuatorial. 

Artículo 11
1. Se garantiza a la Iglesia Católica la libertad de editar, publicar, divulgar y vender libros, periódicos, revistas, material audiovisual y telemático, y en general, la libertad de organizar todo tipo de actividad informativa o de difusión ligada a su propia misión espiritual y pastoral, en el respeto del orden público y de la dignidad y libertad de todos los ciudadanos.
2. La República de Guinea Ecuatorial garantiza a la Iglesia Católica el derecho de instituir y administrar directamente sus propias emisoras de radio y televisión, a tenor de la legislación vigente.
3. De la misma manera, el Estado Ecuatoguineano garantiza a la Iglesia Católica el acceso a los medios públicos de comunicación social (periódicos, radio, televisión y medios telemáticos). 

Artículo 12
El Estado reconoce plenos efectos civiles al matrimonio celebrado en conformidad con las normas del Código de Derecho Canónico. Para la efectividad de este reconocimiento, la Autoridad eclesiástica competente transmitirá copia auténtica del acta de matrimonio al funcionario competente del Estado, el cual deberá inscribir el matrimonio en el Registro Civil. 

Artículo 13
La República de Guinea Ecuatorial reconoce y protege el derecho de los fieles católicos a asociarse según las normas del Derecho Canónico para las actividades específicas de la misión de la Iglesia. Las actividades de estas asociaciones, en lo que concierne a los aspectos civiles, quedan sometidas a la legislación de Guinea Ecuatorial. Estas asociaciones, en razón de su carácter de interés general, pueden beneficiarse, para ciertos aspectos de sus estatutos y de su capacidad jurídica, de disposiciones particulares, previstas por convenios entre la Administración Publica del Estado y la Conferencia Episcopal, la cual actuará con la aprobación de la Santa Sede. 

Artículo 14
1. La República de Guinea Ecuatorial garantiza a la Iglesia Católica el derecho de crear instituciones educativas de cualquier orden y grado, y de administrarlas en conformidad a la normativa canónica y estatal. Esta puede ser completada por un apósito convenio entre la Administración Pública del Estado y la Conferencia Episcopal, la cual actuará con la aprobación de la Santa Sede.
Asimismo, el Estado Ecuatoguineano garantiza a la Iglesia Católica el derecho de realizar su misión espiritual en las instituciones educativas públicas.
2. En relación con lo enunciado en los artículos 2 y 3, número 2, las Autoridades Ecuatoguineanas respetarán el estatuto particular de los Institutos de Ciencias Eclesiásticas y de los Seminarios y demás casas de formación religiosas, los cuales se rigen por sus reglas propias en conformidad con el Derecho Canónico. Los títulos de estudio otorgados por los Institutos de Ciencias Eclesiásticas reconocidos por la Santa Sede serán convalidados por el Gobierno. 

Artículo 15
1. La Republica de Guinea Ecuatorial garantiza a la Iglesia Católica el derecho de ejercer su misión pastoral con respecto a los fieles pertenecientes a las fuerzas armadas y cuerpos de seguridad, así como a los que residen en establecimientos penitenciarios y hospitalarios, o en otras instituciones de asistencia médica y social, tanto de naturaleza pública como privada.
2. La asistencia pastoral ejercida en las instituciones públicas mencionadas en el número primero será objeto de convenios específicos entre la Administración Pública del Estado y la Conferencia Episcopal, la cual actuará con la aprobación de la Santa Sede. 

Artículo 16
1. En relación con lo enunciado en el artículo 2, la Iglesia Católica puede crear libremente instituciones para desarrollar actividades de beneficencia y de asistencia social ligadas a su misión espiritual. Para ello, actuará en el marco de la legislación estatal, pero el estatuto de dichas instituciones será también objeto de un acuerdo particular entre la Administración Pública del Estado y la Conferencia Episcopal, la cual actuará con la aprobación de la Santa Sede. Este acuerdo deberá basarse en el principio de equivalencia en relación a las prerrogativas reconocidas a otras instituciones que actúen en este ámbito.
2. Las Autoridades de la República de Guinea Ecuatorial y la Conferencia Episcopal de Guinea Ecuatorial evaluarán anualmente las necesidades que las instituciones de la Iglesia Católica tengan en el ámbito de la sanidad, de la educación y de la asistencia social, a efectos de subvenciones estatales. 

Artículo 17
1. La República de Guinea Ecuatorial y la Santa Sede acuerdan solucionar a través de la vía diplomática todas las dificultades que pudieran surgir en la interpretación y en la aplicación de las disposiciones contenidas en el presente Acuerdo.
2. En caso de divergencia sobre materias de interés común que requieran soluciones nuevas o suplementarias, las dificultades deberán ser estudiadas por una Comisión Mixta creada ad hoc y que someterá sus propuestas a la aprobación de las autoridades respectivas. 

Artículo 18
1. El presente Acuerdo será ratificado según los procedimientos previstos por las reglas constitucionales propias de las Altas Partes Contratantes y entrará en vigor a partir del intercambio de los instrumentos de ratificación.
2. En el caso en el que una de las Altas Partes Contratantes considerara que los elementos ligados a la conclusión del presente Acuerdo han sufrido cambios que harían necesarias ciertas modificaciones, se decidirá inmediatamente abrir las negociaciones.
(Ver Protocolo Adicional) 

Artículo 19
El presente Acuerdo se firma en doble ejemplar y en lenguas española e italiana, cuyos textos serán igualmente auténticos y harán fe. Firmado en Mongomo el 13 de octubre 2012

 Por la República de Guinea Ecuatorial
Agapito Mba Mokuy

Por la Santa Sede
Piero Pioppo

PROTOCOLO ADICIONAL

Por lo que concierne al artículo 3, números 2 y 3:
Las Partes acuerdan que las instituciones mencionadas en el número 2 del artículo 3 podrán ser titulares de derechos y obligaciones análogos a aquellos de los que se benefician las instituciones reconocidas en el Derecho Ecuatoguineano.
Las circunscripciones eclesiásticas mencionadas en el número 3 del artículo 3 son: las provincias eclesiásticas, las archidiócesis, las diócesis, las prelaturas territoriales o personales, las jurisdicciones rituales o militar, los vicariatos y las prefecturas apostólicas, las administraciones apostólicas y las misiones «sui iuris», asi como las parroquias. La Santa Sede conserva la posibilidad de crear circunscripciones eclesiásticas para responder a nuevas necesidades pastorales o de otro tipo.

Por lo que concierne al artículo 4:
Cuando una institución eclesiástica es suprimida, la Santa Sede decide sobre el destino de los bienes patrimoniales de dicha persona jurídica.

Por lo que concierne al artículo 18:
En el plazo de un año a partir del intercambio de los instrumentos de ratificación, las Altas Partes Contratantes adoptarán todas las medidas que puedan ayudar y facilitar la efectiva eficacia del presente Acuerdo (consultando a la otra Parte y de acuerdo con ella si es el caso).

Conventione inter Sanctam Sedem et Rem Publicam Guineae Æquinoctialis a Benedicto XVI rata habita, die XXV mensis Octobris anno MMXIII ratihabitionis instrumenta accepta et reddita mutuo fuerunt in Civitate Vaticana; a quo die Conventio vigere coepit ad normam articuli XVIII eiusdem Pactionis.

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